:: da Trento a Venezia in monopattino (articolo) :: tappe del viaggio :: appunti e disappunti ::
- torna all'index (www.kungsleden.it) - :: scheda tecnica OXELO TOWN 7 amm XL ::
Tratto da 'Il Tirreno' (Prato) del 6 Giugno 2010 e dal 'Tirreno Online'
T
utto iniziò un paio di mesi fa, in una libreria di Trento. Tra i ricettari, i fumetti e i gialli di seconda mano spuntò qualcosa che solleticò la mia fantasia: una piccola guida alla ciclovia del Brenta. Dopo l'improvvisato acquisto, un breve ripensamento, quattro chiacchiere con i vigili trentini e un viaggio a vuoto all'APT mi accorsi che la cosa s'infittiva di dubbi logistici e misteri urbani. C'era chi ne aveva sentito parlare (ma solo del primo tratto), chi non era sicuro, chi, addirittura, non ne sapeva proprio niente rimanendo basito.
Tanta curiosità, un paio di pizze tra amici e un'occhiata strategica alle ferie furono più che sufficienti per decider di partire nel giro d'un mesetto. Eravamo più di una dozzina. C'era quasi da non crederci.
Nonostante esista una guida ufficiale alla ciclovia c'è da dire che, ad oggi, non c'è una vera e propria pista ciclabile che da Trento porti a Venezia. Per oltre metà c'è da arrangiarsi tra strade bianche, margini e diversi “Scusi, sa mica dove….”.
L'impresa fu battezzata come ‘Piano B': B come il fiume Brenta, il suo onnipresente protagonista, B come un piano alternativo, ovvero quello da tenere sempre di scorta nell'arrangiarsi.Dei dodici volenterosi alla fine siamo rimasti in ‘tre bici (Francesca Maestrelli, Alberto Pollazzi, Emanuelle Argenti) e….un monopattino (David Ceccarelli)'.
Siamo partiti il 30 Maggio e tornati il primo Giugno, con non poche difficoltà per l'infausta accoppiata ‘treno e bici'.
La strada che da Trento (Caldonazzo) porta a Venezia (Fusina) seguendo il Brenta, corre su tre differenti tratti per circa 160 km .
Il primo tratto ( la Valsugana e il Valbrenta) si snoda lungo 70 km di ciclabile ben organizzata, pettinata e di recente costruzione. I punti di ristoro sono frequenti, così come la gente a far merenda e le aree di assistenza tecnica (le quali si spera sempre di evitare). Il panorama è suggestivo, si passa dai fitti vigneti d'uva bianca, ad imperiosi castelli medievali, superando canyons ornati da grotte ‘a finestra'. Ce ne è per tutti i gusti anche ciliegi da alleggerire facendo attenzione al contadino.
Lungo la via si scivola tra vecchi portici, cavalli al pascolo, aironi cenerini, stradelle sinuose e boschi sterminati di pini neri. Seguendo il fiume, ci si può imbattere nel museo dello spaventapasseri, in un vecchio autobus inglese lasciato in gloria per ogni fotoamatore o un paio di ciclisti ammaccati e fuori pista come ci è capitato.

Pernottare in antichi paesini come Grigno, regala un sapore ‘retrò' da gustare con la dovuta calma.
E' impossibile non adeguarsi ai placidi ritmi locali. Quando siamo arrivati, complice la simpatia del monopattino scortato dalle bici, sembrava un evento cittadino ed erano sorrisi e sguardi perplessi ovunque.
Da non dimenticare un buon vin brulè e baccalà che ci ha aiutato senz'altro a dormir meglio ma soprattutto la genuinità e la simpatia delle persone che abbiamo incontrato, così per caso, al bar ‘Alpino' da Michele.

Il primo tratto finisce a Bassano del Grappa, oltre il Ponte Vecchio dove abbiamo lautamente brindato sulle note della banda musicale.
Tra Bassano e Stra, vicino a Padova, inizia il secondo tratto (circa 60 km ) ma sfortunatamente, finisce anche la pista ciclabile. La strada diventa promiscua, alternando asfalto più o meno trafficato con improvvisi tratti sterrati. Per alcuni km la cosa si fa davvero impegnativa, in alcuni punti impossibile (per un monopattino). Poco male, qualche km a piedi mi ha regalato il solenne benvenuto di un contadino con regale visita alle stalle, gli onori dei pulcini e il pieno della borraccia.
Arrivare all'inizio del terzo tratto, passando da strade secondarie, non è cosa scontata. Nonostante la guida di riferimento è facile confondersi con la variante di rifinir in casa d'altri, trovarsi chissà dove o staccare il biglietto per l'autostrada in monopattino.
La Riviera del Brenta, circa 30 km , è il tratto finale diretto fino a Fusina. Si segue il fiume, ora navigabile, lungo la campagna passando le chiuse del canale. Si scorre davanti ad antiche ville dalle facciate annerite, a tipiche abitazioni della servitù, qualche gondoliere che ci guardava storto e i mulini del XVI° secolo. La vista è rilassata, immersa nel verde, lontana dal traffico, dai rumori molesti e dalle beghe dell'ufficio. Si poteva andar avanti all'infinito, poi, d'un tratto, come la fine di ogni bel sogno, ci siamo trovati a Fusina, guardando Venezia dall'altra parte della laguna.
Per chiunque volesse affrontare un viaggio simile, scordatevi il traghetto per la città lagunare. Non date credito a nessuna guida perché, a Venezia, son vietate le bici assieme a chissà quant'altre cose.
Alle nostre spalle 160 km in due giorni e mezzo su un monopattino, un leggero indolenzimento, diversi ricordi concentrati e un sorriso da……primato: “era la prima volta che qualcuno affrontava quel viaggio con un mezzo simile!!”

David Ceccarelli

:: da Trento a Venezia in monopattino (articolo) :: tappe del viaggio :: appunti e disappunti ::
- torna all'index (www.kungsleden.it) - :: scheda tecnica OXELO TOWN 7 amm XL ::

 


'l'allegra brigata' sul traguardo a Fusina, davanti alla laguna di Venezia.
da 'IL TIRRENO' on line


 
.........Sul Ponte di Bassano.............
“Eccole che le passa, ste belle moscardine, son fresche e verdoline, colori no che n'ha. Colori no ghi n'avemo, e gnanca no gl'in volemo, ma un canto noi faremo, al ponte di Bassan. Sul ponte di Bassano noi ci darem la mano, noi ci darem la mano ed un bacin d'amor. Per un bacin d'amore successer tanti guai, non lo credevo mai, doversi da lasciar. Doversi da lasciar, volersi tanto bene, quel mazzo di catene che mi incatena il cor. Che mi incatena il cuore, che mi incatena il fianco, non posso far de manco, venirti a ritrovar, venirti a ritrovar! Che m'incatena il cuore, che m'incatena i fianchi, io lascio tutti quanti, non mi marito più.”


* Poco meno di 160 km, di cui metà su pista ciclabile seguendo il Brenta dalle sue sorgenti a Caldonazzo fino alla foce a Fusina (Venezia).
* Pendenze quasi inesistenti tali da non superare i 20 mt di dislivello. La pedalata è tranquilla e concede ampi momenti di sospiri panoramici.
* Nel primo tratto (Valsugana e Valbrenta) vi sono numerosi 'bici grill' dove poter far sosta e ricevere anche assistenza tecnica per le bici
* Il secondo tratto (medio Brenta) è senza ombra dubbio, quello più difficile da seguire alternando spesso tratti sterrati all'asfalto.
* I tratti sterrati possano essere evitati dirottando su strade asfaltate alternative, spesso, ad alta concentrazione di traffico anche se per brevi tratti
* Alla conclusione del terzo tratto (la rivierda del Brenta), una volta arrivati a Fusina, non è possibile prendere nessun battello per Venezia con le bici



CICLOVIA DEL BRENTA
I tratti e le principali tappe intermedie

TRATTO
TAPPE
KM
TERRENO
VALSUGANA E VALBRENTA (70 KM)
         
presenza di bicigrill e b&b
CALDONAZZO - BORGO VALSUGANA
20
CICLABILE
 
BORGOVALSUGANA - PRIMOLANO
23
CICLABILE
 
PRIMOLANO - BASSANO DEL GRAPPA
27
CICLABILE
IL MEDIO BRENTA (58 KM)
         
sterrato perlopiù lung'argine in terra battuta
BASSANO DEL GRAPPA - CARMIGNANO
17,5
ASFALTO/STERRATO
  CARMIGNANO - PIAZZOLA SUL BRENTA
15,5
ASFALTO/STERRATO
 
PIAZZOLA SUL BRENTA - LIMENA
11
ASFALTO/STERRATO
 
LIMENA - STRA
14
ASFALTO/STERRATO
LA RIVIERA DEL BRENTA (29 KM)
         
 
STRA - FUSINA (VENEZIA)
29
ASFALTO

:: da Trento a Venezia in monopattino (articolo) :: tappe del viaggio :: appunti e disappunti :: - torna all'index (www.kungsleden.it)




:: Le Ferrovie dello Stato e la bici :-((
Trasportare la bici dalla Toscana a Trento si è rivelata un'impresa ardua e al limite della sopportazione umana (e animale). Il bel connubio treno bici rimane una cartolina da spot televisivo. Pochi i treni con vagone bici, costringendoci a razzolare tra tempi stretti e voli pindarici a bassa quota. Molto più semplice noleggiare i mezzi direttamente a Caldonazzo. Ridicola la situazione di dover prenotare un posto sul treno dove aver pagato il supplemento per la bici. Pena l'eventualità di non poter caricar niente, rimanendo con un biglietto, comunque pagato, a vuoto.
Naturalmente tutto questo non vale viaggiando con un monopattino a spalla.

:: Il Bar Centrale a Caldonazzo :-((

Una volta scesi nella simpatica stazione ferroviaria di Caldonazzo prendete la strada principale che corre dritta e senza particolari tentazioni fino al centro del paese.
Verso l'ora di pranzo il Bar Centrale è uno dei pochi posti aperti dove poter mangiar un boccone. Serrande abbassate e turisti sgomenti sono il piatto principale dalle 13:00 alle 15:00 circa. Un consiglio spassionato? Evitate anche il 'Centrale' sia per un menù scarno e congelato (ove si pretende una preparazione attenta e dettagliata a priori, pena la fulminazione senza ultimo desiderio), sia per non incappare nelle grinfie d'una cameriera antipatica e dal passo svogliato non troppo amante dei cicloturisti.
Recuperate un panino da casa o fate tappa al primo bicigrill, non è poi così lontano.

:: Noleggio Bici 'Ghesla' Caldonazzo :-))
Tra tutte le bici presenti al negozio sicuramente una farà al caso vostro. Ampio parco mezzi di tutti i tipi ed esigenze dotati di un piccolo kit d'emergenza e catena antifurto. Disponibilità, gentilezza e cortesia del personale anche nel venirvi incontro per il successivo recupero bici (passeggero escluso). Niente da aggiungere, pratico e funzionale qualora decideste di evitare la macchina o le ferrovie. Scordatevi uno sconto, laggiù i conti si fanno precisi (anche se il noleggio è decisamente conveniente)!!!
cicli e moto Ghesla, piazza vecchia 14, 0461723186 / 3387593891

OXELO TOWN7 amm XL
<clicca per la scheda tecnica >
Grigno: Bar Alpino :-))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))
Più che raccomandato, imperdibile. Non conoscere Michele e le vicessitudini sociali del bar Alpino vuol dir privarsi di qualcosa di unico ed irripetibile. Un'esperienza al limite del paranormale annaffiata da grappe e un ottimo vin brulè senza tralasciare gli impareggiabili salumi locali. Il tutto ai vecchi prezzi popolari d'una volta. Quasi commovente andar via. Non aggiungo altro per evitar di guastarvi la sorpresa. Passateci una serata...stop!!.

Grigno: Albergo 'Conca D'oro' :-)))))))))))))))
Vi sembrerà d'esser improvvisamente capitati in casa della zia (quella simpatica s'intende). Ambiente familiare e senza tante pretese, del resto è una stella, ma per una piccola avventura è più che una reggia.
Prezzi contenuti e colazioni abbondanti, consigliatissimo.

Piazzola sul Brenta: trattoria e locanda 'Mantegna' :-))
Lo specialista del baccalà, primo al baccalà, secondo al baccalà, terzo e quarto non pervenuto al baccalà. Troverete anche, su particolare richiesta, un baccalà licenzioso e feticista ad attendervi sotto le lenzuola. Per gli amanti del baccalà, nemmeno a dirlo un paradiso, per gli altri comunque ci si arrangia.
L'alberto è un pò stropicciato e consumato, in confronto la Conca D'oro sembra Versailles, si fa perdonare sul prezzo, veramente conveniente. Un consiglio per la colazione; la mattina, svegliatevi presto, mangiate quel che c'è altrimenti non troverete, ma soprattutto, nessuno vi riporterà, niente!!!!!.......Uomo avvisato, mezzo sfamato.

La guida 'Ciclovia del Brenta' edizioni 'ediciclieditore' :-))))))))))))))
Ben fatta, piena di informazioni utili, fotografie, mini mappe su carta spessa e resistente. Un 'ottimo formato di stampa ad anelli pensato ad hoc per la borsa anteriore del cicloamatore. Si fa leggere bene indugiando quanto basta sugli argomenti interessanti senza tralasciare qualche consiglio. Seguendo la guida non avrete particolari problemi. Solo sul finale c'è un errore: una volta a Fusina non ci sono battelli attrezzati per il trasporto bici per Venezia, al contrario di quanto sostiene la guida. Il motivo è semplice, a Venezia le bici son vietate.
- Prontuario dè proverbi Veneti -

Sant'Antonio da la barba bianca, se non nevega poco ghe manca.

San Tissian dal fredo ghe casca i denti al can.

A Santa Agnese el fredo va su le siese; se le siese no xe fate, el va su par le culate.

A San Valentin se verze l'ortesin. A San Vaentin fiorisse el spin.....move la coda el pesciolin!

Per San Valentin, la primavera xe in camin!

Anca li siori li ga i so dolori


:: da Trento a Venezia in monopattino (articolo) :: tappe del viaggio :: appunti e disappunti :: - torna all'index (www.kungsleden.it)